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"Scioperiamo il 26 luglio, azienda e istituzioni sorde a questioni di sicurezza"
"L'Ugl ha deciso di confermare lo sciopero di martedi' 26 luglio per una ragione molto chiara, per cui da sempre si batte, la sicurezza dei lavoratori Atac e dei cittadini". Lo dichiara in una nota il segretario nazionale Ugl Autoferrotranvieri, Fabio Milloch, spiegando che "i vertici aziendali e anche l'amministrazione della Capitale recentemente rinnovata non appaiono in grado di ascoltare il nostro allarme, perche' ad oggi non e' stato ancora istituto un tavolo per affrontare tutti i nodi della sicurezza. Il nostro unico obiettivo e evitare incidenti, in cui potrebbero essere coinvolti i cittadini, oltre ai lavoratori. Incidenti a cui poi si tenta di porre rimedio con Commissioni di inchiesta che tuttavia non risolvono nulla, perche', non andando alla radice dei problemi, si perdono occasioni essenziali per fare opera di prevenzione" "In particolare - spiega il segretario di Roma e del Lazio dell'Ugl Autoferrotranvieri, Lucio Valeri - bisogna affrontare questioni come la scarsa manutenzione dei mezzi, degli scambi e delle rotaie, nonche' l'assenza di illuminazione in alcuni tratti delle gallerie della Metro".

uglnews sciopero 26 luglio  
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Via libera oggi da Regioni, Province e Comuni al riparto delle risorse per il rinnovo dei parchi automobilistici per il trasporto pubblico locale e regionale, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e per l'anticipazione del 60% del Fondo Nazionale 2016 per il concorso dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, di concerto con Delrio. In base al riparto, 350 milioni andranno all'acquisto di nuovi autobus.

Per il rinnovo dei parchi automobilistici Tpl, lo schema di decreto di Delrio per il rinnovo dei parchi autobus utilizzati per i servizi di trasporto pubblico regionale e locale ha avuto il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni, presieduta dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Enrico Costa, e ripartisce tra le Regioni le risorse stanziate sul Fondo per l'acquisto di veicoli adibiti al miglioramento del trasporto pubblico locale.

Le risorse sono state ripartite con i criteri indicati dalla Legge di stabilita' 2015 (articolo 1, comma 224) ovvero migliore rapporto tra posto/km prodotto e passeggeri trasportati; condizioni di vetusta', nonche' classe di inquinamento degli attuali parchi veicolari; entita' del finanziamento regionale e locale; posti/km prodotti.

In particolare, si prevede il riparto di 352.449.622,59 euro di cui 227.449.622,59 euro per l'anno 2015 e 125 milioni per l'anno 2016.

Gli stanziamenti previsti sullo stesso Fondo per gli anni 2017, 2018 e 2019, confluiranno, dal 2017, sul nuovo Fondo istituito dalla Legge di stabilita' 2016 (articolo 1, comma 866) per il concorso dello Stato al raggiungimento degli standard europei del parco mezzi destinato al trasporto pubblico locale e regionale e per l'accessibilita' per persone a mobilita' ridotta, finalizzato all'acquisto diretto o tramite di societa' specializzate, alla riqualificazione elettrica o al noleggio dei mezzi adibiti al tpl.

Sul Fondo nazionale per l'esercizio Tpl 2016, alla Conferenza Unificata, presieduta dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Enrico Costa, e' stato approvato il parere sullo schema di decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze Padoan, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Delrio, per l'erogazione dell'anticipazione del 60% del Fondo Nazionale 2016 per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario.

Lo schema di decreto e' relativo all'anticipazione del 60% dello stanziamento per l'esercizio 2016, pari a 2.834.260.285,04 euro su 4.850.776.000,00 euro del Fondo nazionale (art. 16 bis, comma 6, decreto-legge 95/2012).

L'importo dell'anticipazione viene ripartito ed erogato al netto delle penalita' applicate alle Regioni che, nel 2015, non hanno raggiunto gli obiettivi di efficientamento e razionalizzazione.

 

“Governo recuperi dialogo con sindacati”

E’ l’on. Renata Polverini (FI), vice presidente della commissione lavoro della Camera dei Deputati, la promotrice del convegno “Contrattazione e rappresentanza, la via maestra del dialogo”. Ricco il parterre di ospiti che ha contribuito a rendere ancora più interessante il confronto su una tematica così delicata ed importante.

Presente anche il nostro Segretario Nazionale Fabio Milloch.

“Non è questione di avere nostalgia della concertazione, ma il dialogo sociale è lo strumento principe attraverso il quale il governo nella sua azione può trovare un confronto verso chi rappresenta il tessuto sociale dell’Italia“.
Chiaro e deciso Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, durante il suo intervento al convegno  – organizzato oggi all’interno di Palazzo Montecitorio, nella sala Aldo Moro –  dall’on. Renata Polverini, vice presidente della commissione lavoro e responsabile del Dipartimento nazionale politiche del lavoro e sindacali di Forza Italia. Il titolo dell’incontro “Contrattazione e rappresentanza, la via maestra del dialogo” ha riportato al centro del dibattito un tema fondamentale e vitale per ‘l’universo sociale’ ma che viene spesso gettato nel dimenticatoio.

“Il ruolo del sindacato e’ stato dal dopoguerra a oggi fondamentale per mantenere il paese stabile–  ha precisato il numero uno dell’Ugl –  sentiamo l’esigenza di confrontarci con il governo che pero’ non ha intenzione ne’ di ascoltare, ne’ di tener conto che la democrazia non e’ solo il voto di fiducia“.

Nell’era della globalizzazione e delle grandi trasformazioni strutturali, le spinte verso la flessibilità e la mobilità nel mondo del lavoro, l’incertezza e l’instabilità sociale che ne derivano e la conseguente esigenza di nuove forme di tutela, pongono con forza nell’agenda delle parti sociali e della politica la questione della rappresentanza e della contrattazione. Mentre il contratto nazionale resta necessariamente il fulcro della regolamentazione dei rapporti tra lavoratore e datore di lavoro, il corollario degli accordi stratificato nell’ultimo quarto di secolo non appare più utilizzabile di fronte all’irruzione di norme e di aziende che ha tolto centralità, per esempio, al tema dell’inflazione. Tutti gli attori in campo stanno cercando risposte alla necessità di interpretare i cambiamenti: ognuna, però, sembra volerlo fare a proprio conto. Se si è definitivamente chiusa l’epoca della ‘concertazione’ questo non vuol dire, però, sia necessario almeno provare a recuperare quel dialogo sociale che dovrebbe rappresentare la via maestra in una società complessa e articolata come la nostra. “Far ripartire il confronto tra chi rappresenta interessi deboli e diffusi e il legislatore non può che far bene alla democrazia e al mondo del lavoro e delle imprese”. Questa in sintesi la mission comune dei rappresentati sindacali e politici che nel pomeriggio di oggi hanno avuto modo di aprire una riflessione concreta sul tema della contrattazione e della rappresentanza.

E’ stato l’on. Renato Brunetta, Capogruppo alla Camera dei Deputati di Forza Italia a precisare che  “La mancanza di dialogo sociale è motivo di debolezza”.

Da parte dei sindacati – ha aggiunto l’on. Polverini rivolgendosi ai leader di Ugl, Cgil, Cisl e Uil presenti in sala –  è necessario uno scatto d’orgoglio in un momento storico in cui il loro ruolo è messo costantemente a dura prova”
Infatti precisa la Polverini “in questa legislatura, il governo di centrosinistra ha deciso di interrompere non solo la concertazione ma persino il dialogo sociale. Ma c’è di più – non contento – l’Esecutivo ha deciso di intervenire a gamba tesa – attraverso il jobs act – sulle tutele più importanti per i lavoratori ed ha messo in discussione fondamenti del diritto costituzionale come il diritto di sciopero, addirittura con un decreto legge.”
Dopo anni di battaglie e anche di vittorie, come l’accordo di San Valentino del ’92 quando il sindacato si assunse una responsabilità insieme alle associazioni imprenditoriali o il patto per l’Italia nel 2002 durante il governo Berlusconi, ci troviamo di fronte a campagne diffamatorie nei confronti del sindacato nel vano tentativo di delegittimare quei corpi intermedi che rappresentano la spina dorsale di ogni democrazia“.

Sulla stessa linea d’onda tutti i protagonisti di questo serio, concreto e costruttivo dibattito. A partire proprio dall’on. Simone Baldelli, Vice Presidente della Camera dei Deputati che ha precisato: “In questi decenni abbiamo assistito a comportamenti estremi ed opposti da parte dei governi: da un lato il ricorso prioritario alla concertazione, che scavalcava il Parlamento e il dibattitto tra le forze politiche, o, dall’altro, l’assenza completa di dialogo con le forze sociali. Mi pare che in questo particolare momento storico ci troviamo esattamente in quest’ultima circostanza. Ed e’ singolare che un’occasione come questa per discutere con le forze politiche e con i vertici sindacali del paese di temi come la rappresentanza e la contrattazione venga offerta proprio da una esponente di una forza di opposizione, e non se ne faccia carico, invece, la maggioranza che sostiene il Governo”.
Proprio durante il convegno i rappresentanti sindacali di Cgil (Susanna Camusso), Cisl (Gigi Petteni) e Uil (Carmelo Barbagallo) hanno annunciato che metteranno in campo una mobilitazione per chiedere di modificare la legge Fornero sulle pensioni e di prevedere una maggiore flessibilità in uscita.

Ci siamo visti con Camusso e Furlan e abbiamo deciso di prevedere iniziative a breve. La flessibilita’ in uscita serve ora. Non possiamo aspettare una vita, il disagio e’ ora. Sono d’accordo una volta tanto con Boeri“, ha affermato Barbagallo. “A breve organizzeremo una mobilitazione“, ha aggiunto Camusso.

Gli altri protagonisti di questa importante giornata di confronto sono stati: l’on. Pier Paolo Baretta, Sottosegretario di Stato all’Economia e alla Finanza (Pd), Pierangelo Albini, Direttore Area Welfare e Lavoro Confindustria, l’on. Giuseppe Zappulla, relatore sulla Rappresentanza XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato (Pd) e l’On. Roberto Simonetti, Capogruppo Lega Nord XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato.



 

Dal 25 marzo al 5 aprile 2016 si terranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati del Fondo pensione Priamo. Tutti i lavoratori iscritti al Fondo sono inviati a esprimere il loro voto, che per la prima volta avverrà utilizzando il voto elettronico.

PRIAMO volantino Elezioni  
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Nella cartella Documenti Normativa  Italiana, sono state insrite le circolari inerenti il Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico.

 
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